Ma nel piano anticrisi del Cav. c’è un’incognita bancaria
Un mix di spesa sociale e miniriduzioni fiscali. Sono questi i due cardini su cui poggeranno le misure anticrisi che saranno approvate dal governo nel Consiglio dei ministri di venerdì. E' in preparazione un decreto per consentire l’irrobustimento patrimoniale delle principali banche, gli incontri tra il Tesoro e il mondo bancario si susseguono, ma al momento non si è ancora trovato un accordo.

Infine, per assicurare un sostegno alle famiglie, il governo sta pensando a norme che permettano di trasformare le possibilità di mantenere stabile la rata di mutui a tasso variabile, con un prolungamento della rinegoziazione dei mutui possibile sulla base di una convenzione Abi-Tesoro. Per restare in ambito bancario, il premier ha ricordato come “per primi abbiamo messo a disposizione 10 miliardi di euro, ma il sistema italiano si è rivelato un sistema molto più solido di altri sistemi europei e nessuna banca italiana a oggi ha chiesto interventi dello stato per aumentare la propria capitalizzazione”. Il premier ha fatto riferimento in particolare alla norma che prevede, in caso di un aumento di capitale delle banche non sottoscritto dai soci, che lo stato acquisti azioni senza diritto di voto.
Comunque, anche se non è confermato che sia approvato venerdì, è in preparazione un decreto per consentire l’irrobustimento patrimoniale delle principali banche, attraverso la sottoscrizione da parte dello stato delle obbligazioni emesse dagli istituti di credito. Gli incontri tra il Tesoro e gli esponenti del mondo bancario si susseguono, ma al momento non si è ancora trovato un accordo. Fa discutere tra l’altro il tasso di interesse che pagheranno gli istituti di credito: si parla di una fascia che oscilla tra l’8 e il 10 per cento. Secondo la ricostruzione del Foglio, l’indicazione del Tesoro segue un parametro di mercato che scaturisce anche da esperienze come quelle inglesi, in cui operazioni simili a quelle in cantiere in Italia sono state remunerate a tassi anche superiori al 10 per cento. Si attende a breve, tra l’altro, un’indicazione in questa materia della Commissione europea. Inoltre c’è da considerare che, dato l’elevato debito pubblico italiano, la sottoscrizione da parte del Tesoro di bond bancari deve avere un congruo ritorno economico per evitare di allarmare i mercati finanziari, già in allerta sugli equilibri di finanza pubblica.
In vista delle misure anti-crisi che saranno deliberate venerdì cresce dalle colonne dei principali quotidiani un forcing liberista che consiglia una riduzione delle imposte più che provvedimenti di incentivazione della domanda. Ieri Piero Ostellino sul Corriere della Sera ha auspicato un taglio delle tasse che “aumenterebbe la capacità di spesa dei cittadini-consumatori”. Anche l’economista Tito Boeri, su Repubblica, ha invitato il governo a stilare una lista di priorità per non disperdere le risorse.